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venerdì, 21 gennaio 2005

Il tesoro della Sierra Madre (The Treasure of the Sierra Madre, 1948) di John Huston. Film: 10, Sono pochi i film della storia del cinema che hanno saputo scavare nei meandri più profondi e oscuri dell'animo umano con semplicità narrativa ma, nello stesso tempo, riuscendo a mantenere una straordinaria lucidità analitica. Uno di questi è senza dubbio Il tesoro della Sierra Madre di John Huston.

Tratto da un celebre romanzo degli anni '30 scritto da un anonimo autore che si firmò con lo pseudonimo di B. Traven, The Treasure of the Sierra Madre affascinò da subito Huston, che caldeggiò per anni il progetto di una trasposizione cinematografica .
Tornato dalla guerra dove prestò servizio come documentarista rispolverò l'idea e, sostenuto da un altrettanto entusiasta Jack Warner, scrisse la sceneggiatura definitiva.

La scelta dei protagonisti non fu difficilissima, anche perché Huston poté contare su attori suoi amici che erano inoltre molto interessati a prendere parte alla produzione.
Humphrey Bogart ebbe la parte di Dobbs, antieroe cinico e privo di romanticismo.
Tim Holt, figlio del più famoso Jack Holt, ottenne quella del compagno d'avventura Bob Curtin, uomo ingenuo ma onesto.
Bruce Bennett interpretò James Cody, l'alter ego del personaggio di Bogart.
Ma forse il ruolo che si ricorda di più, anche perché fu premiato con un Oscar, fu quella del vecchio cercatore d'oro Howard, che fu assegnata a Walter Huston, padre di John.
Inoltre il film è impreziosito da piccole parti che offrono ulteriore spessore narrativo. Come per esempio quella del bandito messicano Gold Hat (Alfonso Bedoya) al quale spetta una delle battute più famose, ovvero quando si spaccia per agente federale e gli viene chiesto una prova risponde con un sarcastico ghigno "Noi non abbiamo bisogno di distintivi".
Oppure quella del piccolo Pablo (José Torvay) che vende il biglietto vincete della lotteria a Dobbs.
Lo stesso John Huston si riservò un piccolo cameo. E' l'americano vestito di bianco che per diverse volte offre delle monete come elemosina al personaggio di Bogart.


Girato in parte ad Hollywood e per un certo periodo anche in Messico Il tesoro della Sierra Madre ottenne delle ottime critiche e importanti riconoscimenti tra i quali tre Academy Awards, piacque anche ai produttori (Jack Warner lo definì "il più grande film mai realizzato dal nostro studio"), ma il pubblico non lo premiò ai botteghini. La pellicola era forse considerata troppo "europea" nel senso che le tematiche affrontate erano eccessivamente complesse per il grande intrattenimento. In ogni caso portò ulteriore celebrità e considerazione a chi lo realizzò.

John Huston aveva in mente di impostare questo film come una sorta di secondo capitolo nell'analisi delle più recondite passioni umane. Se ne Il mistero del falco era un falcone a spingere gli uomini a commettere qualsiasi tipo d'azione in questo caso è l'oro, o meglio l'avidità che il possedere l'oro causa, l'elemento centrale di "studio".
Personaggio chiave è Dubbs (Humphrey Bogart) il quale subisce un interessante quanto inatteso percorso involutivo. Da fidato amico e leale compagno d'avventura si trasforma in un essere sospettoso, infido e ingordo.
Quello che forse il film non ci dice, o preferisce non dirci, è se la causa del degrado morale e umano di Dubbs sia solo una conseguenza diretta dell'oro, e in senso lato della ricchezza, oppure se il male fosse già insito in lui e la fortuna economica non abbia fatto che svegliare certi istinti sopiti.

In ogni modo il finale del film, che ricorda sotto certi aspetti Rapina a mano armata di Kubrick, è una sorta di metafora del ciclo della natura che, paradossalmente, si chiude. In attesa che qualche altro avventuriero ne apra uno nuovo.

Postato da: Click_77 a 21:58 | link | commenti |
4 - director - john huston, 5 - attori - humphrey bogart, il tesoro della sierra madre

domenica, 09 gennaio 2005

Il mistero del falco (The Maltese Falcon, 1941) di John Huston. Film: 10, Humphrey Bogart avrà sempre un debito di riconoscenza verso George Raft (anche se tra i due c'era tutt'altro che amicizia). Ad uno dei tre attori simbolo dei gangster-movie anni '30 deve la parte di protagonista in Una pallottola per Roy (High Sierra) e, appunto, Il mistero del falco. Raft rifiutò questi due ottimi copioni perché per il primo non voleva più vestire i panni del gangster e, per il secondo, perché non era una grande produzione.

John Huston, che agli inizi degli anni '40 ero uno dei tanti giovani cosceneggiatori sotto contratto alla Warner, trasse dal famoso romanzo di Dashiell Hammett (già due volte adattato con poco successo per lo schermo) una sceneggiatura che rispecchiasse fedelmente non solo il romanzo, ma anche le ambientazioni e le caratterizzazioni dei personaggi. Grazie alla sue dedizione ottenne anche la regia (la prima della carriera).

Come protagonista nel ruolo del detective Sam Spade scelse Bogart, anche perché tra i due c'era già una profonda e sincera amicizia che li legava già da tempo. Ebbe anche mano libera per il resto del cast, optando per seconde e terze linee ma che presto si rivelarono degli interpreti eccezionali.

Il ruolo femminile della femme fatale Brigid andò a Mary Astor, attrice dalle alterne fortune e con un passato ricco di scandali. La parte del piccolo gangster Joel Cairo fu affidata a Peter Lorre, ruolo che poi interpretò innumerevoli volte nella sua lunga carriera hollywoodiana, anche nelle versioni comiche (La mia brunetta preferita e Arsenico e vecchi merletti).
Ma la scelta migliore di Huston fu quella per il personaggio di Kasper Gutman, per il quale scelse Sydney Greenstreet, un attore teatrale inglese che aveva già superato la sessantina ed era al suo primo film ad Hollywood!

Il mistero del falco è uno dei capitoli fondamentali della ricerca (infruttuosa) della felicità attraverso beni materiali che segnerà buona parte della filmografia di Huston. Ma è anche la descrizione perfetta di come l'ossessione e il disperato desiderio di realizzare un sogno impossibile possano portare ad oltrepassare i limiti non solo della legalità, ma anche dei valori come l'amicizia e il rispetto della persona umana.

Suggestivo anche il trailer del film, che inizia con l'inquadratura di Greenstreet in una stanza buia che si guarda a destra e a sinistra dicendo con fare sinistro "vi voglio svelare un mistero...". Ricorda in parte le introduzioni ai telefilm di Hitchcock per la sua serie tv.
E come dimenticare la straordinaria battuta finale di Sam Spade alias Bogart che interrogato da un agente che gli chiedeva di che cosa fosse composto il falcone rispondeva: "dello stesso materiale con cui sono fatti i sogni". Capolavoro!


DVD: 6.5, edito da Warner gode di una buona qualità video. Purtroppo l'audio italiano è stato ridoppiato, quindi è da vedere in lingua originale con sottitoli. Come extra, oltre al trailer, uno speciale di 45 minuti con i trailer dei principali film che Bogart interpretò per la Warner fino al '48.

Postato da: Click_77 a 20:38 | link | commenti (3) |
4 - director - john huston, 5 - attori - humphrey bogart, il mistero del falco

giovedì, 16 dicembre 2004

La Regina d'Africa (The African Queen, 1951) di John Huston. Film: 8.5, ci sono molte ragioni per le quali questo classico del cinema avventuroso è considerato la dicesettesima migliore pellicola del cinema americano, e non secondo imdb, ma bensì dall'AFI (American Film Institute).
Credo che la principale ragione sia dovuta agli interpreti. Bogart, che ne '51 era la star numero uno del cinema mondiale, si spoglia completamente del cliché bogartiano per indossare le vesti di un personaggio poco cerebrale e intelligente, dedito all'alcool e con problemi di stomaco (c'è una scena iniziale a tavola fantastica). Anche per questa straordinaria autoironia, Bogart vinse un meritato Oscar.
Coprotagonista del film una brava Katharine Hepburn, che regala indimenticabili e divertentissimi duetti con Bogart.
DVD: 6.5, disco essenziale. Video restaurato, traccia mono italiano e inglese. All'estero, tanto per cambiare, c'è di meglio.

Cacciatore bianco, cuore nero (White Hunter, Black Heart, 1990) di Clint Eastwood. Film: 7, tratto da un famoso libro è la travagliata storia, sopratutto interiore, della preproduzione de La Regina d'Africa. Eastwood, nella doppia vesta di regista e attore principale, interpreta un magnifico John Huston (anche se nel film i nomi cambiano), mettendo in luce gli slanci ideali del grande regista ma anche le paure e i fantasmi che lo affliggono.
Come il film di Huston anche Cacciatore bianco, cuore nero è stato girato in Africa. Bellissima la fotografia.
DVD: 6.5, buona la qualità audio/video, purtroppo niente extra ad eccezione del trailer.

Per piacere... non salvarmi più la vita (City Heat, 1984) di Richard Benjamin. Film: 6.5, tentativo non completamente riuscito di fare recitare in uno stesso film due attori dalla carismatica presenza scenica come Burt Reynolds e Clint Eastwood, ques'ultimo in realtà un po' in ombra. Pellicola però godibile, mischia con sapiente mix commedia e azione, e ricorda film ambientati negli anni '30 come Cotton Club e Gli intoccabili
DVD: 6.5, buona la qualità audio/video, purtroppo niente extra ad eccezione del trailer.

Postato da: Click_77 a 10:27 | link | commenti |
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