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1 - cinema
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3 - dvd the criterion collection
4 - director - akira kurosawa
4 - director - aleksandr sokurov
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4 - director - ang lee
4 - director - billy wilder
4 - director - blake edwards
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4 - director - cameron crowe
4 - director - claude chabrol
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4 - director - jacques tourneur
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4 - director - w a wellman
4 - director - werner herzog
4 - director - wong kar-wai
4 - director - woody allen
5 - attori - humphrey bogart
5 - attori - paul newman
6 - attrici - jean harlow
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aurora
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ferro 3 - la casa vuota
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fuori orario
giorni perduti
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grisbi
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il grande sonno
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il mistero del falco
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il raggio verde
il settimo sigillo
il tesoro della sierra madre
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insomnia
intrigo internazione
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jules et jim
k 19
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la caccia
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la maschera del demonio
la maschera di mezzanotte
la mia brunetta preferita
la moglie dellavvocato
la prima grande rapina al treno
la ragazza che sapeva troppo
la regina dafrica
la setta dei dannati
la spettatrice
la terra dei morti viventi
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le streghe di eastwick
lei mi odia
locchio che uccide
ludwig
lultima sequenza
l’inventore di favole
ma quando arrivano le ragazze
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maria full of grace
melinda e melinda
million dollar baby
musa
neverland - un sogno per la vita
new york new york
nosferatu il principe della nott
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per chi suona la campana
per piacere non salvarmi più la
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punto di non ritorno
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quelloscuro oggetto del desideri
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sabato, 26 marzo 2005

L’inventore di favole (Shattered Glass, 2003) di Billy Ray. Film: 7.
Verso la fine degli anni Novanta un giovane e ambizioso giornalista della prestigiosa rivista americana "New Republic", Stephen Glass, viene accusato di aver inventato e manipolato fonti, fatti e nomi di una serie di articoli scritti per quello che viene considerato, in termini di autorevolezza e influenza, il giornale di bordo dell'Air Force One.

Interpretato dal bravo Hayden Christensen, che per l'occasione si toglie gli abiti dell'aspirante Jedi Anakin Skywalker per indossare quelli del secchione ambizioso fornito di occhiali non alla moda Stephen Glass, L’Inventore di favole è un film sul confine, spesso labile, tra veridicità dei fatti e manipolazione degli stessi. Tutti sanno come di fatto non esista una sola "verità" ma che ci siano tante verità quanti sono gli occhi (e le penne) che la descrivono, ma la domanda è: fino a che punto ci si può spingere? E' concepibile un giornalismo che sia solo verosimile? La pellicola diretta Billy Ray affronta appunto queste tematiche, tutt'ora più che attuali.

Come purtroppo capita sempre più spesso il titolo italiano del film, L'Inventore di favole, è decisamente meno riuscito di quello originale, Shattered Glass, letteralmente "vetro frantumato", il quale gioca appunto sul nome del protagonista per riassumere al meglio ciò che si vedrà sullo schermo.

DVD: Medusa dedica una edizione in digitale dignitosa. Video in 2.35:1 in formato anamorfico, audio inglese e italiano in DD 5.1, sottotitoli al film in italiano. Come extra, oltre al solito materiale promozionale, vi sono una serie di interviste ai protagonisti e al regista.

Postato da: Click_77 a 17:29 | link | commenti (3) |
l’inventore di favole

giovedì, 17 marzo 2005

Insomnia (id, 1997) di Erik Skjoldbjærg. Film: 8
Diretto dall'esordiente Erik Skjoldbjærg Insomnia, divenuto negli Usa vero e proprio cult, è un noir moderno crudo, cinico e dal racconto serrato.
L'interpretazione del bravissimo Stellan Skarsgård (Ronin e Good Will Hunting) nel ruolo del detective Engström (la stessa parte che Al Pacino interpreta nel remake di Nolan) è perfetta: veste (senza mai eccedere) la figura di un uomo travagliato ma nello stesso tempo duro e privo di scrupoli. Il finale inoltre è del tutto diverso dal remake, dando a questo film un taglio decisamente più dark.

Insomnia
lo consiglio sia agli amanti del genere (credo sia tra i 10 migliori noir negli anni '90) sia a chi non ha apprezzato il remake hollywood-style di Nolan. La storia è più "asciutta" (il film dura 93 minuti contro i 118 del ramake), l'interpretazione di Skarsgård non è mai sopra le righe e, aspetto non secondario, l'epilogo, seppur simile in certi aspetti, è nella sostanza diverso e non conforme a quello schematico presente nella pellicola di Nolan.

Il DVD (a doppio strato) è contenuto in una amaray, al cui interno c'è un foglietto con la suddivisione dei capitoli. Il formato video è 1.66:1 letterbox e, a differenza di quanto indicato sulla copertina, non è full screen. Ci sono due tracce audio, Norvegese e italiana, entrambi in DD 2.0 (in questo film il 5.1 era inutile) con sottotitoli in italiano e inglese. Scarni gli extra: oltre al trailer ci sono indicazioni suoi ruoli e i credits.

Postato da: Click_77 a 13:00 | link | commenti |
insomnia

giovedì, 10 marzo 2005

Il Massacro di Fort Apache (Fort Apache, 1947) di John Ford. Film: 8.5
Primo capitolo della famosa “trilogia militare” fordiana (seguiranno I cavalieri del Nord Ovest e Rio Bravo) Il Massacro di Fort Apache rappresenta un momento fondamentale sia del genere western che della carriera di quello che Orson Welles (ma non solo) considera il più grande regista di tutti i tempi.

Thursday (Henry Fonda), ex generale degradato a colonnello, viene assegnato al comando di un forte d'avamposto situato nella frontiera americana. Desideroso di tornare sulla breccia grazie ad un'impresa epica porterà il suo esercito ad un'azione suicida contro un gruppo ben organizzato di Apache. A fare da contraltare alla sua ligia e rigida osservanza del dovere c'è il capitano York (John Wayne), fine conoscitore delle abitudini degli indiani, oltre che amante della diplomazia e della forza del dialogo.

In apparenza un film retorico sulla Cavalleria (e quindi sull'esercito), considerati come mezzo di raccordo e unione tra tutte le anime di una Nazione, Il Massacro di Fort Apache nasconde invece nel finale un messaggio molto importante, che serve anche da monito. La leggenda e il mito (sopratutto in un Paese come gli Stati Uniti) possono diventare più importanti della verità, in particolare se questi servono a mantenere o accrescere un comune senso di appartenenza. Lezione oggi ancora più che attuale. Così nel film di Ford un comandante individualista e assassino diviene un eroe.

DVD: La collana RKO edita da Columbia questa volta fa centro. Seppur il DVD sia privo di extra (caratteristica comune a tutti i DVD della collezione) però c'è da segnalare una qualità video sorprendente, segno che è stato usato un master restaurato. La traccia audio italiana ha il doppiaggio dell'epoca, ed è priva di fruscii e rumori di fondo. Presente anche la traccia originale inglese e i sottotitoli al film in italiano.

Postato da: Click_77 a 21:32 | link | commenti (1) |
il massacro di fort apache, 4 - director - john ford

mercoledì, 02 marzo 2005

 

Becoming a Star!

Ecco come una sola scena ha reso negli anni Trenta la giovanissima Jean Harlow una delle più sensuali e acclamate stelle del cinema hollywoodiano di tutti i tempi.
Il film è il celebre Hell’s Angels di Howard Hughes, dove la la Harlow subentrò in seconda battuta quando si decise di rigirare la pellicola sonorizzandola.

Dopo aver invitato Monte (Ben Lyon) a casa sua Helen (Jean Harlow), vestita ancora con l’abito da sera, si avvicina all'uomo pronunciando la famosa frase ormai entrata negli annali cinematografici: Would you be shocked if I put on something more comfortable? (sotto)




Monte risponde sogghignado: I'll try to survive. Helen va quindi a cambiarsi lasciando però prima scivolare dalle spalle la pelliccia e mostrando la schiena nuda. (sotto)




Si ripresenta quindi con una vestaglia da notte generosamente aperta (sotto)




Inutile aggiungere che la seduzione va a buon fine (sotto)




Per i fan della Harlow Hell’s Angels è da ricordare anche perché l’attrice compare per la prima e unica volta nella sua carriera in una ripresa a colori (sotto).

Questa scena, ora disponibile sul DVD R1 Universal dal quale ho tratto i vari shots, era fino a pochi anni fa una rarità, e fu portata al pubblico grazie ad un negativo originale che Hughes regalò di persona a John Wayne.

Postato da: Click_77 a 14:04 | link | commenti |
6 - attrici - jean harlow

martedì, 01 marzo 2005

L'ultima sequenza - di Mario Sesti
Prod: Istituto Luce
Distr: Mondo TV
Formato Video: 1.33:1
Audio 2.0: italiano
Sottotitoli: italiano, inglese

Tutti gli amanti del cinema di Fellini e, in particolare, del suo capolavoro più intimista, , sono stati per anni alla ricerca di qualche notizia in merito al celebre finale alternativo del film, la scena del treno, il quale fu effettivamente girato ma poi sostituito dalla sequenza che oggi tutti conosciamo.
Come ha affermato Mario Sesti “la sequenza finale realizzata da Fellini in una lussuosa carrozza ristorante, modello Orient Express, un vagone colmo di ottoni, vasi di orchidee, lino bianco, che richiama a tratti l’ambientazione dei film di von Sternberg o delle strisce di Hugo Pratt" (foto sotto).



Il perchè Fellini decise di optare per un nuovo finale, diverso da quello precedentemente previsto, è strettamente legato ad un suo nuovo slancio di fiducia verso la vita. Mentre la sequenza del treno poi tagliata (e bruciata) era una metafora stilizzata della morte, quella del girotondo circense con tutti i personaggi (citata da Allen in Harry a pezzi) è invece una sorta di desiderio di continuare l'esistenza, di lanciare di nuovo i dadi della vita, e superare quella crisi professionale, ma sopratutto personale, che Fellini stava vivendo in quegli anni.

Il DVD edito da Istituto Luce contiene il documentario, presentato a Cannes, di Mario Sesti "L'ultima sequenza". Grazie alla collaborazione del fotografo Gideon Bachmann siamo venuti in possesso delle foto dal set della famosa scena...non solo, ma nello speciale, della durata di 50', ci sono delle interessanti riflessioni inedite a ruota di libera di Fellini sulla vita e sul cinema, raccolte sempre dallo stesso Bachmann (in un paio di occasioni Fellini, che non ha certo studiato inglese ad Oxford, cerca di tradurre in inglese concetti metafisici...divertentissimo). Completano interviste dello sceneggiatore Tullio Pinelli, delle attrici Sandra Milo, Anouk Aimée, Rossella Falk e Claudia Cardinale, ma anche Lina Wertmuller (aiuto regia), Luciano Ricceri (si occupò delle scenografie) e Orietta Nasalli Rocca (curò i costumi). Interessanti anche gli interventi del critico Tullio Kezich e Marina Ceratto, figlia dell’attrice del film Caterina Boratto, i quali videro in prima persona la scena del finale tagliato.

Il secondo documentario (35') è un collage, curato dal critico Tatti Sanguineti (e con l'approvazione di Fellini), di scene eliminate (i famosi falsi spot) girate per Ginger e Fred.

Tra i contenuti speciali un altro filmato curato da Sergio Zavoli (40') dedicato alla memoria di Fellini e uno speciale di una ventina di minuti su Fellini e New York e i rapporti contrastati con questa città.

Postato da: Click_77 a 13:04 | link | commenti (2) |
2 - dvd, lultima sequenza