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Ronin (id, 1998) di John Frankenheimer. Film: 7, il testamento cinematografico del grande John Frankenheimer che realizza una pellicola non solo ad alto contenuto adrenalinico e spettacolare (alcune sequenze sono da antologia) ma anche con un'anima e uno stile inconfondibile.
DVD: 9.5, due edizioni disponibili per questo titolo, una ad un disco e un'altra a due DVD. La versione speciale a doppio disco offre una qualità audio/video superlativa (la traccia DTS è perfetta) e qualche extra in più.
Il gatto a nove code (1971) di Dario Argento. Film: 6.5, della sua trilogia d'esordio cosidetta "degli animali" (L'uccello dalle piume di cristallo, Il gatto a nove code e Quattro mosche di velluto grigio) questo film è universalmente riconosciuto (anche dallo stesso Argento) come il meno riuscito. Il vero grosso difetto della pellicola, a parte un finale poco emozionante, è legato sopratutto ad un montaggio poco incalzante, inoltre spesso manca un raccordo tra le varie scene che risultano quindi prive di continuità e fluidità.
DVD: 6.5, Medusa raggiunge solo la sufficienza per questa edizione, priva di extra significativi e da una qualità audio/video non esaltante ma nel complesso dignitosa. La rimasterizzazione della traccia italiana in DD 5.1 risulta troppo "metallica", l'originale mono è a mio avviso preferibile.
Melinda e Melinda (Melinda and Melinda, 2004) di Woody Allen. Film: 7, Sono sorpreso di come buona parte della critica abbia, se non bocciato, preso sottogamba il nuovo film di Woody Allen bollandolo come "ordinaria amministrazione". Invece ritengo che sia il suo miglior lavoro dai tempi dell'ultimo capolavoro, datato 1999, ovvero Accordi e disaccordi.
Allen in Melinda e Melinda rivoluziona il suo stile narrativo proponendo una stessa storia però vista da due angolazioni diverse, una tragica e una comica, intrecciando sapientemente nel montaggio le due vicende così da farle diventare quasi interscambiabili.
Ulteriore elemento di raccordo è la protagonista del film, Melinda, interpretata da una stupefacente e bravissima Radha Mitchell, unico personaggio in comune tra i due episodi e sulla quale doppia vita ruota tutto il film.
Will Ferrell, nel ruolo del classico alter ego di Allen quando il regista si limita a stare dietro la macchina da presa, incarna alla perfezione lo spirito e le movenze ormai celebri dell'originale, aggiungeno però qualcosa di suo, sopratutto nella mimica. Non è ai livelli dello straordinario Kenneth Branagh di Celebrity, ma la sua interpretazione è comunque intensa e a lui sono riservate le gag e le battute migliori del film.
Non date quindi retta ai giornalacci che ne parlano male o con sufficienza (magari promuovendo la solita soporifera commediola decerebrata hollywoodiana) e andatelo a vedere!!!
Ciao maschio (1978) di Marco Ferreri. Film: 8.5, manca al cinema italiano (e non solo) un regista come Ferreri. La sua capacità di mettere in discussione le basi (e le certezze) della civiltà moderna come il matrimonio, il rapporto uomo/donna e la responsabilità individuali sono uniche. La sua visione della vita, spesso spietata e cinica, ha però una lucidità d'analisi che colpisce sempre nel segno, andando oltre i formalismi di maniera.
Ciao maschio, pellicola altamente simbolica, è la cronistoria del fallimento dell'uomo contemporaneo, incarnata nel film da tre personaggi (uomini) differenti (un intellettuale, un pensionato e un macho) ma nello stesso tempo uniti da una inettitudine che li porterà ad un'inevitabile destino comune.
Le chiavi di lettura di questo film sono moltissime, per esempio la location scelta da Ferreri, la New York moderna, è una città lontana anni luce dalla visione romantica della Manhattan di Allen, ma anche di quella di Scorsese di Taxi driver. Ferreri ci propone una città decadente, invasa dai topi (nel film una trasmissione radiofonica annuncia la presenza di un topo per ogni abitante), che ricorda molto le parti cittadine del Nosferatu.
La spiaggia di New York, dove si svolgono molte scene chiave, fornisce inoltre uno scenario apocaliticco, da Ultima spiaggia.
A tal proposito ho tratto anche un fotogramma del film che mi ha molto colpito.
Oltre alla spiaggia c'è questo King Kong meccanico adagiato, forse simbolo della finzione, anche cinematografica (in questo senso una certa ironica autocritica), mentre nel sottofondo campeggiano le torri gemelle, che viste dopo la tragedia dell'11 settembre hanno assunto un aspetto sinistro in ogni film nel quale compaiono. Ma nella pellicola di Ferreri sono una presenza costante, fanno parte della storia, e dato che all'epoca rappresentavano la potenza dell'occidente (erano gli edifici più alti al mondo, moderne torri di Babele), e che ora sono tragicamente scomparse, fanno pensare che Ferreri forse qualcosa l'aveva capita prima di tutti noi.
DVD: 6.5, edizione discreta edita da General Video/Fox. Buona la qualità complessiva della sezione audio/video, come extra solo biofilmografie.
Pitch Black (id, 2000) di David Twohy. Film: 7, negli ultimi anni è sempre più raro trovare nel panorama hollywoodiano un film di fantascienza in grando ancora di meravigliare e coinvolgere lo spettatore.
David Twohy, che a ragione è da considerarsi il nuovo Carpenter (anche se di capolavori non ne ha ancora realizzati), con pochi soldi, tante idee e un attore, Vin Diesel, che all'epoca accettava ancora parti non in base al cachet ma allo script, ha diretto una pellicola intensa e adrenalinica al punto giusto. A tutt'oggi un indiscusso cult moderno.
Se Pitch Black vi è piaciuto dello stesso regista recuperate anche l'ottimo Below.
DVD: 8, anche per questo DVD sono uscite due edizioni. Quella rilasciata qualche mese fa (è in amaray, la precedente in sjb) è preferibile poichè i vari extra (tra i quali un paio di commenti audio) sono sottotitolati.
La casa dalle finestre che ridono (1976) di Pupi Avati. Film: 7.5, sembra incredbile ma uno dei maestri indiscussi del gotico italiano è stato Pupi Avati, regista conosciuto oggi certo per altri lavori.
Detto questo però La casa dalle finestre che ridono è senza dubbio una pellicola straordinaria, un vero e proprio cult anche all'estero, realizzata con una troupe di soli dodici persone e con un budget limitatissimo.
Avati in questo film entra nel cuore della provincia italiana (quella ferrarese), nei misteri che spesso nasconde, mettendo in luce ipocrisie, complicità e quel clima omertoso che spesso aleggia come contropartita per il quieto vivere.
DVD: 9, FOX ha investito molto su questo titolo realizzando un ottimo restauro (e non una rimasterizzazione...). La pellicola è stata quindi portata al suo splendore originale. Audio anche in DD 5.1 e come extra un documentario di 15 minuti con interventi ad Avati, Cavina e Capolicchio e un breve speciale sul restauro.
Killing Zoe (id, 1993) di Roger Avary. Film: 8, nel monologo iniziale di John Travolta in Codice: Swordfish il suo personaggio si chiede come sarebbe cambiato il modo di fare cinema se in Quel pomeriggio di un giorno da cani di Lumet Al Pacino avesse iniziato a sparare sugli ostaggi in banca, e a massacrarli uno dopo l'altro davanti alle telecamere. Avary, forse partendo incosciamente da questa idea, ha realizzato uno straordinario noir metropolitano di una rapina in banca organizzata da una gang parigina con l'aiuto di uno scassinatore americano.
Fino a questo momento Avary non ha avuto dal cinema quello che in realtà si sarebbe meritato, anche per via di una sua certa discontinuità produttiva (il suo secondo film, Le regole dell'attrazione, lo ha diretto ben nove anni dopo Killing Zoe). Inoltre pochi sanno anche che dietro alla sceneggiatura di Pulp Fiction c'era proprio Avary e che il cosidetto "tarantismo" è nato grazie al suo sostanziale apporto sia come sceneggiatore che come regista.
DVD: 9, all'edizione a 3 DVD edita da Metropolitan in Francia. C'è la versione cinematografica, la director's cut, il commento audio di Avary, un documentario di un'ora sul film e tante altre interessanti featurettes. Audio Inglese (anche in DTS) e sottotitoli in francese sia sul film che su tutti gli extra.
Blooper in VERTIGO !!! Pochi secondi dopo c'è uno stacco, si cambia angolatura e...misteriosamente il ghiaccio dai bicchieri è scomparso! Che sia stata Carlotta Valdes?
Hitchcock, che era un noto perfezionista e non lasciava mai nulla al caso, ha commesso un piccolo errore in quello che universalmente è considerato uno dei suoi migliori film, ovvero Vertigo - La donna che visse due volte.
Osservate questa immagine (si trova intorno al minuto 38), in particolare il ghiaccio presente nei bicchieri


1855 - La prima grande rapina al treno (The First Great Train Robbery, 1978) di Michael Crichton. Film: 6.5, c'è stato un tempo nel quale Michael Crichton scriveva ottimi romanzi, traeva delle buone sceneggiature e dirigieva infine pure il film! Purtroppo negli ultimi anni, fatta eccezione per Jurassic Park, gli adattamenti cinemtaografici dei suoi romanzi (anche dei migliori) sono piuttosto mediocri, vedere Timeline per esempio.
1855 unisce con bravura due grandi star come Sean Connery e Donald Sutherland in una pellicola d'azione con diversi risvolti ironici, in particolare nel finale beffa.
DVD: 6, edizione MGM con un discreto video, audio originale in un buon DD 5.1 ma, purtroppo, niente extra a parte il classico trailer cinematografico.
Conan il barbaro (Conan the Barbarian, 1981) di John Milius. Film: 7.5, oggi che il fantasy è un genere sdoganato grazie alla triologia dell'anello di Jackson, questo film di Milius non solo ne riguadagna parecchio dal punto di vista artistico, ma può tranquillamente essere considerato come fonte d'ispirazione proprio per il sopracitato adattamento cinematografico di Jackson.
Tra l'altro sono molti gli elementi in comune, dalla natura epica ed evocativa della storia (un non-tempo narrato però come una vicenda storica), alla grande importanza data alle musiche. Quelle di Conan (bellissime) sono state composte da Basil Poledouris.
La prima sceneggiatura del film fu scritta da Oliver Stone, che era un grande appassionato dei romanzi del ciclo di Conan scritti da Robert E. Howard. In seguito alle difficoltà che Stone dovette affrontare per farsi finanziare il progetto la sceneggiatura venne venduta a Dino De Laurentis, che ne affidò a John Milus la revisione e la successiva regia del film.
Protagonista indiscusso di Conan è Arnold Schwarzenegger, al primo vero ruolo importante, che lo consacrò, grazie all'ottimo successo della pellicola al botteghino, come nuova star di Hollywood.
DVD: 9, Fox ha riservato per questo film una edizione speciale di tutto rispetto. Ottima la qualità audio/video, audio italiano in DD 5.1 ed extra a volontà, tra i quali un commento audio di Milus e Schwarzenegger (sottotitolato) e un documentario di circa un'ora sul film.
The Bourne Identity (2002) di Doug Liman. Film: 6.5, ottimo film questo adattamento cinematografico di un romanzo (in realtà è una triologia) di Robert Ludlum. Rispetto alle varie pellicole che vedono protagonista un altro famoso agente della CIA (un analista per la precisione) che prende il nome di Jack Ryan, Jason Bourne è un personaggio che esce dal classico manicheismo della "ragione di stato", aspetto cardine anche dei film di James Bond.
Bourne, macchina da morte perfetta, perde la memoria, e una una volta ripresi i sensi in un certo senso rinasce e capisce come tra il bene e il male non esista una netta demarcazione. Uccidere è un male in sè, oppure è un bene solo se si è dalla parte cosidetta "giusta"? Questo è il dilemma morale che afflligge il protagonista per tutto il film.
Spettacolari le scene d'azione, tra le quali un inseguimento in Mini chiaro omaggio a Un colpo all'italiana di Peter Collinson.
DVD: 8, esistono due edizioni. La prima è preferibile alla seconda perchè in più può godere di una traccia audio in DTS e del commento audio del regista, extra assenti inspiegabilmente nella successiva "special editon".
Nosferatu, il principe della notte (Nosfertau, Phantom der Nacht, 1979) di Werner Herzog. Film: 8, Herzog a prima vista sembrerebbe accostarsi a questo remake del capolavoro di Murnau quasi con timore reverenziale, senza offrire ulteriori chiavi di lettura. In realtà il film è sì simile, dalla storia ad alcune scene identiche, ma si discosta in particolare dall'originale grazie ad un magnifico Nosferatu interpretato da uno straordinario Klaus Kinski. L'attore feticcio di Herzog incarana un "principe delle tenebre" che soffre come non mai l'eternità, che vive schiavo di se stesso e della sua maledizione.
DVD: 8, RHV ha pubblicato una bellissima edizione a doppio disco di questo classico, che rientra nella imperdible collana dedicata ad Herzog. Sul primo DVD c'è la versione italiana del film, allungata però con diverse scene mancanti. Sul secondo disco la versione tedesca, in DD 5.1 e sub. in italiano, che si discosta dalla versione internazionale per la diversa angolatura di ripresa di alcune scene. Come extra di rilievo un breve making of dell'epoca e sopratutto il commento audio di Herzog.
The Butterfly Effect (2004) di Eric Bress. Film: 5.5, il plot non brilla certo di originalità (il tema degli universi paralleli e dei viaggi nel tempo è piuttosto inflazionato) ma la prima parte della pellicola rimane comunque interessante e godibile. Successivamente però il film si avvita su se stesso diventando una sorta di puzzle alla continua ricerca della combinazione finale perfetta (per il protagonista).
DVD (noleggio): 6.5, stessa edizione per la vendita con extra decisamente inferiori rispetto alla versione americana.
Le regole dell'attrazione (The Rules of Attraction, 2002) di Roger Avary. Film: 7.5, il ritratto spietato di una generazione che vive un'esistenza borderline, dove le ore giornaliere sono solo una lunga e noiosa pausa tra una festa e l'altra. La ricerca dell'amore, forse l'unica ancora di salvezza, è illusoria, e quando questo effettivamente si presenta si fa di tutto per respingerlo, cadendo inevitabilmente nell'oblio.
Straordinaria e non convenzionale la regia di Avary, che è tutt'altro che un semplice esercizio di tecnica.
DVD (noleggio): 5, la qualità audio/video è discreta ma Eagle ne ha fatte veramente di grosse con questa edizione: titoli di testa sbagliati, tagli a profusione (maggiori rispetto a quelli nel resto del mondo) e, per finire, totale assenza di extra presenti invece nelle versioni straniere. Almeno il titolo del film non è stato storpiato, Eternal Sunshine... docet
La moglie dell'avvocato (Baramnan gajok, 2003) di Im Sang-soo. Film: 7, è una sorta di American Beauty coreano, dove le esistenze senza scopo di un gruppo di personaggi si scontrano con una realtà asettica e priva di sbocchi, e il sesso rimane l'unico vero metodo espressivo.
DVD (noleggio): 6.5, audio italiano in DD 5.1 e doppiaggio cinematografico (rarità per i film orientali). Mancano extra e sottotitoli
La setta dei dannati (The order, 2003) di Brian Helgeland. Film: 4.5, ero curioso di vedere come lo sceneggiatore di Mystic River si cimentasse nella regia di un horror. Purtroppo i risultati sono piuttosto desolanti. Il film, dopo un inizio interessante, non decolla mai e si trascina verso un finale noioso e prevedibile. Un'occasione sprecata.
DVD (noleggio): 7, edizione FOX tecnicamente perfetta. Non si sono extra ma nella versione per la vendita è probabile che ci saranno. Di certo rimarrò con questo dubbio
Point Break (id, 1991) di Kathryn Bigelow. Film: 7, prima che il duo Jerry Bruckeimer/Michael Bay rovinassero per un decennio (e oltre...) il cinema adrenalinico americano Kathryn Bigelow, con la supervisione (e i soldi) di James Cameron, creò questa bellissima pellicola che da un lato si rifà al cinema idealistico e generazionale anni '70 e dall'altro all'action anni '80. Regia perfetta.
DVD: 8, nuova edizione speciale a 2 DVD che offre finalmente un'ottima qualità audio/video.
Hulk (id, 2003) di Ang Lee. Film: 7, è indubbiamente la miglior pellicola tratta da un comics mai realizzata. Lo spazio dato ai caratteristi, che di solito pullulano in questo tipo di film, è minimo. Lee si concentra sopratutto sui drammi interiori e sulla ricerca di equilibrio tra Brus Bunner alias Hulk, interpretato nella versione "umana" da un bravo Eric Bana, e sulla accettazione del diverso.
Nick Nolte, nel ruolo controverso del padre/padrone, dà vita ad personaggio intrigrante e complesso.
Purtroppo gli incassi non esaltanti (i pop-corns lovers hanno dovuto aspettare ben 40 minuti prima di vedere Hulk in azione...) renderanno unico questo tentantivo di unire cinema drammatico d'autore a cinema di intrattenimento.
DVD: 9, nulla da eccepire, edizione perfetta.
Gli occhi di Laura Mars (Eyes of Laura Mars, 1978) di Irvin Kershner. Film: 5.5, nonostante la regia di Irvin Kershner (L'impero colpisce ancora), la sceneggiatura di John Carpenter e l'interpretazione di due bravissimi attori come Faye Dunaway e Tommy Lee Jones Occhi di Laura Mars è una pellicola riuscita solo a metà. Si tratta inoltre di uno dei thriller americani che si rifanno alla lezione del "giallo" all'italiana, in particolare ad Argento e Bava: assassino ripreso in "soggettiva", false piste, doppio finale...
DVD: 7, commento audio sottotitolato di Kershner e varie featurettes. Buono audio/video.
La maschera del demonio (1960) di Mario Bava. Film: 7, pellicola capostipite del gotico all'italiana che è diventata negli anni anche punto di riferimento per molti registi stranieri.
L'unica nota negativa è che, visto con gli occhi di oggi, perde molta della freschezza per via di una sceneggiatura che non brilla certo per essere innovativa. La regia invece è straordinaria.
DVD: 8, il lavoro della RHV su questo film ha del miracoloso. Edizione da avere.
Per chi suona la campana (For Whom the Bell Tolls, 1943) di Sam Wood. Film: 7, amore e lotta si intrecciano nella guerra civile spagnola. Ingrid Bergman, già star grazie al clamoroso successo di Casablanca, entra definitivamente nel mito.
DVD: 7, ottimo voto solo perchè Universal (che ha comprato il film dalla Paramount negli anni '70) ha proposto in DVD, dopo cinquant'anni, la versione integrale con circa 30 minuti di pellicola tagliata dopo la prima. Audio italiano inevitabilmente ridoppiato.
Manhattan (1979) di Woody Allen. Film: 8.5, il tributo cinematografico di Woody Allen alla sua New York, che in questo film diviene un vero e proprio "personaggio". Ma anche la ricerca infinita dell'amore e una certa crisi esistenziale che diventerà nelle successive pellicole altro elemente centrale nella filmografia di Allen.
Straordinaria la fotografia del grande Gordon Willis, anche se raggiungerà i massimi livelli della sua collaborazione con Allen in Zelig.
DVD: 6, di stima
Birth, io sono Sean (Birth, 2004) di Jonathan Glazer. Film: 7, Quando un regista non si limita a fare il solito "compitino" e realizza un film di genere abbandonando le regole del genere è più che logico che il 99% degli spettatori stronchi il film.
E' successo con In the cut di Jane Campion (si pensava ad una sorta di Basic Instinct) e, recentemente, anche con The Village di Shyamalan, pellicola sotto molti punti di vista simile a Birth.
Jonathan Glazer, regista pubblicitario e già autore del bellissimo Sexy beast, in questo film più che puntare sul solito montaggio incalzante ed su una colonna sonora ad effetto amplifica il più possibile lo spazio temporale della narrazione, con pochissimi stacchi e focalizzandosi più sui personaggi che sullo sviluppo del plot (il ritmo, lento, rimane lo stesso per tutto il film). Birth è anche un film di lunghissimi primi piani che "scavano" nell'intimo degli attori, in particolare della bravissima Nicole Kidman.
Una nota di merito anche all'ottima Lauren Bacall, che regala battute sarcastiche straordinarie, del tipo: a mister Reincarnazione è piaciuta la torta .
Birth ricorda sotto certi aspetti anche l'ultimo film di Kubrick, Eyes Wide Shut, del quale è una sorta di sequel. Glazer riprende quell'atmosfera ovattata e superficialmente perfetta dell'upper class newyorkese, e come nel film di Kubrick ne mette in crisi le certezze e le convenzioni sociali.
Purtroppo, come dicevo nella premessa, il film, sopratutto dal trailer, sembrerebbe una sorta di The Others o Il sesto senso. Ebbene non lo è.
La Regina d'Africa (The African Queen, 1951) di John Huston. Film: 8.5, ci sono molte ragioni per le quali questo classico del cinema avventuroso è considerato la dicesettesima migliore pellicola del cinema americano, e non secondo imdb, ma bensì dall'AFI (American Film Institute).
Credo che la principale ragione sia dovuta agli interpreti. Bogart, che ne '51 era la star numero uno del cinema mondiale, si spoglia completamente del cliché bogartiano per indossare le vesti di un personaggio poco cerebrale e intelligente, dedito all'alcool e con problemi di stomaco (c'è una scena iniziale a tavola fantastica). Anche per questa straordinaria autoironia, Bogart vinse un meritato Oscar.
Coprotagonista del film una brava Katharine Hepburn, che regala indimenticabili e divertentissimi duetti con Bogart.
DVD: 6.5, disco essenziale. Video restaurato, traccia mono italiano e inglese. All'estero, tanto per cambiare, c'è di meglio.
Cacciatore bianco, cuore nero (White Hunter, Black Heart, 1990) di Clint Eastwood. Film: 7, tratto da un famoso libro è la travagliata storia, sopratutto interiore, della preproduzione de La Regina d'Africa. Eastwood, nella doppia vesta di regista e attore principale, interpreta un magnifico John Huston (anche se nel film i nomi cambiano), mettendo in luce gli slanci ideali del grande regista ma anche le paure e i fantasmi che lo affliggono.
Come il film di Huston anche Cacciatore bianco, cuore nero è stato girato in Africa. Bellissima la fotografia.
DVD: 6.5, buona la qualità audio/video, purtroppo niente extra ad eccezione del trailer.
Per piacere... non salvarmi più la vita (City Heat, 1984) di Richard Benjamin. Film: 6.5, tentativo non completamente riuscito di fare recitare in uno stesso film due attori dalla carismatica presenza scenica come Burt Reynolds e Clint Eastwood, ques'ultimo in realtà un po' in ombra. Pellicola però godibile, mischia con sapiente mix commedia e azione, e ricorda film ambientati negli anni '30 come Cotton Club e Gli intoccabili
DVD: 6.5, buona la qualità audio/video, purtroppo niente extra ad eccezione del trailer.
Io e Annie (Annie Hall, 1977) di Woody Allen. Film: 9, è il film spartiacque della produzione di Allen, che supera la comicità fine a se stessa delle sue pellicole precedenti per affrontare (e rivoluzionare) la commedia romantica.
La critica più spietata (che è solo americana) ha spesso affermato che che dopo Io e Annie Allen, nei suoi film successivi, non ha fatto che riproporre sempre gli stessi temi e, di fatto, girato lo stesso film. Osservazione per personalmente non codividio.
Di questo film è interessante anche ricordare la difficile gestazione. Inizialmente si sarebbe dovuto chiamare Inedonismo (che significa incapacità di provare gioia) ed essere un film surrealista della durata di due ore e venti!
Allen, in sede di montaggio, tagliò invece 50 minuti di girato e focalizzò la storia su rapporto d'amore.
Sarebbe cmq interessante un giorno, magari in una edizione speciale in DVD, poter vedere quelle scene non entrate nel cut finale, che comprendono un incontro di basket tra Kafka e Nietzsche , una parodie de "L'invasione degli ultracorpi" di Siegel, una fantasia sulla resistenza francese e un sogno ambientato nei giardini dell'Eden.
DVD: 6 di stima
Ludwig (1973/1983) di Luchino Visconti. Film: 9.5, capolavoro massacrato dalla produzione (che di fatto tagliò due ore di girato) il film fu riportato allo splendore originale dopo la morte di Visconti grazie alla dedizione e all'impegno dei suoi amici/collaboratori.
Ludwig, re bavarese che governò per soli vent'anni prima di essere deposto per infermità di mente, rappresenta il mito decadente amato da Visconti, in questo caso dell'aristocrazia europea.
Helmut Berger, che interpreta Ludwig, ne incarna perfettamente lo spirito, grazie sopratutto ad un interpretazione molto "fisica" che accentua l'evoluzione (e la pazzia) del personaggio. Il doppiaggio italiano di Giannini gli conferisce inoltre maggior valore.
DVD: 7.5, doppio disco distribuito da Medusa offre, oltre alla versione integrale di 227', una qualità di immagine nel complesso buona, l'audio italiano invece è un po' basso. Buoni i contribuiti extra della durata complessiva di circa un'ora. Da segnalare la presenza negli extra di una scena tagliata dal film, quella del funerale di Elisabetta.
Black Hawk Down (id, 2002) di Ridley Scott. Film: 6.5, questo film di Ridley Scott è un po' la versione buckheimeriana de La sottile linea rossa di Terrence Malick, dove il personaggio di Josh Hartnett scimmiotta quello di Jim Caviezel nel capolavoro di Malick.
Al di là di una trama inconcludente il film è godibile sopratutto per il suo aspetto spettacolare e nel riproporre scene di guerra "vera", nel senso di uomo contro uomo, fucile contro fucile.
DVD: 8, se avete un buon impianto...mal di testa assicurato dopo due ore e venti di botti. Completissimi ed esaustivi gli extra.
Closer (id, 2004) di Mike Nichols. Film: 8, Mike Nichols torna alla regia con una pellicola metateatrale sull'amore, il tradimento e i compromessi nelle relazioni di coppia nell'era postideologica.
Il film ruota intorno a quattro personaggi, diversissimi tra loro, ma legati nello stesso tempo dalla ricerca, spesso disperata, di un rapporto vero e sincero.
Ed è proprio la verità, o meglio, la rappresentazione della verità, una delle chiavi di lettura del film. Lo si capisce in un paio di scene straordinarie: la chat erotica, tecnologico strumento di relazione moderna, e la scena del privè, dove le barriere tra chi si è, chi si vorrebbe essere e come appariamo cadono, sotto l'occhio voyeristico della telecamera di sicurezza.
Ottime tutte le intrepretazioni, in particolare Clive Owen è una vera rivelazione.
L'occhio che uccide (Peeping Tom, 1960) di Michael Powell. Film: 10, forse il miglior film sul cinema e sui meccanismi della perversione legati al piacere del "guardare". Neppure Hitchcock, che di pellicole voyeuristiche ne aveva girate parecchie (Psycho, La finestra sul cortile), si era mai spinto a tanto. Powell elimina quella barriera invisible tra chi guarda e chi è guardato, cosiche' lo spettatore diventa di fatto "attore". Un capolavoro geniale.
Parecchi anni dopo Kathryn Bigelow, nel suo bellissimo noir metropolitano che è Strange Days, ne ha ripreso le tematiche.
DVD: 8, edizione Criterion con i fiocchi. Video e audio restaurati, commento audio, documentario e galleria fotografica.
Intrigo internazione (North by northwest, 1959) di Alfred Hitchcock. Film: 9, pellicola ormai di culto del grande regista inglese, che riesce con grande maestria a unire spy-story, humor, storia d'amore e, come ciliegina sulla torta, doppisensi a sfondo sessuale, in questo film più espiciti che in altri casi.
Straordinaria la scena di Cary Grant nel deserto inseguito da un aereo, per non parlare delle bellissime ed emozionanti riprese sui monti Rushmore. Di grande impatto l'ottima e coinvolgente musica di Bernard Herrmann e i credits iniziali del grande Saul Bass.
DVD: 8, pellicola restaurata, extra buoni. Peccato per il commento audio dello sceneggiatore non sottotitolato.
La mia brunetta preferita (My favourite brunette, 1947) di Elliott Nugent. Film: 7, una simpatica e divertente parodia del noir classico interpretata dal grandissimo Bob Hope, nei panni di un insolito detective privato.
DVD: 5, ma per fortuna c'è la traccia audio originale
Sfida infernale (My Darling Clementine, 1946) di John Ford. Film: 9.5, il leggendario scontro all'O.K. Corral tra i fratelli Earp, aiutati da "Doc" Holliday, e la famiglia Clanton.
Ford, che aveva conosciuto di persona il vero Wyatt Earp (qui interpretato da un grandissimo Henry Fonda), riprende questo episodio classico della storia americana e ne offre una rilettura che va oltre la semplice rappresentazione scenica della sparatoria.
Clementine, la donna che "Doc" Holliday ama ma respinge, e contesa nello stesso tempo da Wyatt Earp, è, insieme alla canzone My Darling Clementine che dà il titolo al film, un riferimento cinematografico citatissimo. Per esempio nel recente Eternal Sunshine of the Spotless Mind la Winslet non a caso si chiama Clementine e ci scherza canticchiando la famosa canzone.
DVD: 6.5, import FOX con audio italiano.
K-19 (K-19: The Widowmaker, 2002) di Kathryn Bigelow. Film: 7, pellicola che rimane salda nel genere (quello dei sommergibili) ma che a differenza di film simili lascia un senso di angoscia anche dopo la fine. Forse è per questo che è stato un flop ai botteghini. Da riscoprire.
Tecnicamente invece è senza dubbio straordinario; l'attenzione ai particolari, la fotografia e una regia essenziale ma convincente lo rendono di fatto un riferimento per il futuro.
DVD: 8, ottima la traccia DTS così come il video che esalta la bellissima fotografia.
Ocean's Eleven (id, 2001) di Steven Soderbergh. Film: 7, solitamente i cast "all stars" danno vita a dei film mediocri. In questo caso invece tutto funziona alla perfezione, grazie anche alla sapiente regia di Soderbergh e da un affiatamento, non solo limitato al set, dell'intero cast.
In particolare ottima l'interpretazione camaleontica di Carl Reiner (Saul nel film) e del redivivo Elliott Gould (Reuben), ex (ma proprio ex) icona del cinema americano anni '70.
DVD: 6.5, audio non eccezionale e, come sempre, commenti audio non sottotitolati.
Corvo Rosso non avrai il mio scalpo (Jeremian Johnsson, 1972) di Sydney Pollack. Film: 8.5, un bellissimo ritratto della frontiera americana, quando ancora la natura era la principale minaccia dell'uomo bianco e la convivenza con i natii pelle rossa era possibile solo a certe regole. Una delle tante pellicole alle quali il bravo Costner "saccheggiò" per il suo "Balla coi lupi".
Il porto delle nebbie (Quai des brumes,1938) di Marcel Carné. Film: 9.5, non è il miglior film di Carné ma ha segnato comunque un'epoca. Jean Gabin, già un (bravo) attore affermato, entra nel mito, così come la leggendaria bellezza di Michèle Morgan. In parte diretto in studio e in parte in esterni (tipico del realismo poetico francese) offre anche delle bellissime vedute del porto di Le Havre.
DVD (ed. Criterion, no italiano): 7.5, il video è lo stesso della Studio Canal francese (c'è anche il logo con musichetta all'inizio). Ottimo nei campi corti un po' meno nella parte "realista". Cmq da avere, anche perchè di questo film non c'è disponibile niente di meglio.
Purtroppo negli extra, a parte una galleria fotografica, il trailer e il libretto interno non c'è altro.
I tre giorni del Condor (Three days of the condor, 1975) di Sydney Pollack. Film: 8.5, Pollack, grazie anche alla libertà concessagli da De Laurentis, crea una spy-story molto particolare, quasi all'opposto del classico genere "alla Bond" dove c'è una chiara e netta separazione tra buoni e cattivi.
Qui l'eroe solitario cerca di portare avanti la verità ma lui stesso, nel bellissimo finale aperto, rimane presumibilmente vittima del sistema nel quale comunque crede.
DVD: 6.5, peccato che manchi un bel dovumentario sul film di un'ora presente invece nella recente versione francese.
Schiava del male (Experiment Perilous, 1944) di Jacques Tourneur. Film: 6.5, buon thriller classico del grande regista francese.
L'eroina femminile, Hedy Lamarr, era considerata negli anni '40 la donna con il più bel profilo al mondo. Moltissime donne si erano anche sottoposte ad interventi di chirurgia estetica per assomigliarle.
DVD: 5.5
Hud il selvaggio (Hud, 1963) di Martin Ritt. Film: 8.5, uno straordinario confronto/scontro (e non solo) tra due uomini e stili di vita differenti, metafora dell'America anni '60 in fase di evoluzione e cambiamento. Homer (Melvyn Douglas) è un anziano ma tenace allevatore e portatore dei sani principi dell'America rurale. Hud (un Paul Newman alla sua migliore interpretazione) invece è il giovane nipote disposto a tutto per il successo e con un egoismo e individualismo che ricorda l'America reganiana anni '80.
Tutte perfette le interpretazioni, comprese quella del nipote più giovane Lonnie (Brandon De Wilde), fedele agli ideali del nonno, e della figura femmile di Alma (Patricia Neal), la seducente governante del ranch della quale i due ragazzi sono innamorati.
Da Oscar (che infatti vinse) la fotografia in bianco e nero di James Wong Howe.
DVD: 7, niente extra ma ottimo video e traccia italiana priva di rumori di sottofondo
In nome di Dio - Il Texano (Three Godfathers, 1948) di John Ford. Film: 8.5, l'inizio sembra una classica pellicola western del genere "caccia ai ladri" ma, a metà film, si cambia totalmente registro diventando una sorta di ricerca di redenzione da parte dei tre banditi. Nelle mani di un quasiasi altro regista sarebbe uscito un mezzo pasticcio, sotto la regia di John Ford invece ne risulta un capolavoro!
DVD: 7, pellicola restaurata, peccato per l'assenza di extra.
Wonderland (id, 2004) di James Cox. Film: 6, pellicola che non va oltre il semplice racconto (seppur sotto diversi punti di vista) della vicenda. Paul Schrader, dopo il bellissimo Autofocus, sarebbe stata la scelta giusta come regista. Belle le musiche, le location e montaggio da videoclip che (questa volta) funziona alla perfezione.
DVD: 8.5, extra a volontà.
Arca Russa (Russian Ark, 2002) di Aleksandr Sokurov. Film: 8.5, ne avevo sentito parlare bene, ma che fosse così bello non melo sarei mai aspettato. Girato tutto in un solo piano sequenza si viene catapultati nella storia russa tra le bellissime sale dell'Ermitage a Pietroburgo.
DVD: 6.5, imperdibile l'introduzione di Ghezzi...
Quella sporca dozzina (The Dirty Dozen, 1967) di Robert Aldrich. Film: 7.5, una potente pellicola guerrafondaia ed eroica che però lascia anche spazio all'ironia (bellissimo quando Donald Sutherland si finge generale). Immenso Lee Marvin.
DVD: 6
Victor Victoria (id, 1982) di Blake Edwards. Film: 8.5, un po' satira di costume e sessuale, un po' musical, un po' commedia "alla Edwards". Una pellicola che nonostante gli anni mantiene inalterata la sua freschezza. Straordinari gli interpreti, una Julie Andrews mai così brava, un Robert Preston simpaticissimo e un James Garner divertente.
DVD: 6.5
Le streghe di Eastwick (The Witches of Eastwick, 1987) di George Miller. Film: 7, grande Jack Nicholson in versione mefistofelica
DVD: 6
Fuori orario (After Hours, 1985) di Martin Scorsese. Film: 8.5, uno dei migliori "tutto in una notte" della storia del cinema. Grandissima la regia.
DVD: 8, una gioia vederlo finalmente come si deve
Quell'oscuro oggetto del desiderio (Cet obscur objet du desir, 1977) di Luis Bunuel. Film: 8, meno onirico rispetto ad altri suoi film ma cmq perfettamente riusciuto. Fernando Rey (spagnolo ma più francese di un vero francese) è straordinario.
Una delle due "Conchite" sarebbe dovuta essere Maria Schneider, ma Bunuel la cacciò dal set perchè troppo indisciplinata!! Al suo posto debuttò la bellissima Carole Bouquet.
DVD: 7